
Chi pensa che la scuola sia uno dei punti vitali del nostro sistema democratico, che sia e debba sempre più essere motore di crescita dei diritti di cittadinanza e della crescita economica del Paese ha un sogno: la scuola al centro di un grande disegno di rinascita civile culturale ed economica che guardi a un futuro più equo e solidale.
Se riusciamo a scrollarci di dosso l’incubo del Governo Berlusconi e della sua Ministra Gelmini questo sogno lo possiamo realizzare, perché la scuola pubblica, seppure fra mille difficoltà, nella confusione normativa, nella ristrettezza drammatica delle risorse, continua a resistere perché gli insegnanti, nonostante la loro funzione venga sempre più misconosciuta, attraverso campagne mediatiche denigratorie e offensive e nonostante operino in condizioni lavorative siano sempre più faticose (per il soprannumero degli alunni per classe, per la forzata economia delle strumentazioni didattiche prodotta dai tagli di bilancio, per la drammatica riduzione del personale docente e non docente necessario per far funzionare una scuola di qualità, per un ridefinizione del tempo scuola fatta con l’unico obiettivo di risparmiare anziché di rispondere ai bisogni educativi) sono ancora lì a difendere i diritti dei bambini e dei giovani combattendo una lotta quotidiana per educare i nostri giovani a essere cittadini consapevoli, a discutere e rinnovare giorno per giorno gli ideali di democrazia, libertà e uguaglianza alla base della nostra Costituzione.
In quelle piccole comunità che sono le classi delle scuole italiane, squarci di questo complesso mondo dove ognuno porta la sua gioia e la sua sofferenza, le sue aspirazioni e le sue delusioni, dove le differenze si incontrano e si scontrano imparando a superare il conflitto, dove si insegna ad amare la cultura, a sviluppare la creatività e a acquisire gli strumenti fondamentali del sapere e del saper fare, muovono i primi passi e crescono i futuri cittadini e da lì possiamo e dobbiamo ripartire con urgenza e determinazione.
Il programma politico elaborato dal PD nazionale e dal PD di Bologna sulla scuola, l’Università e la ricerca offrono un’alternativa reale allo sfascio culturale ed economico del nostro Paese e Bologna può giocare un ruolo importante in questo disegno di rilancio, perché proprio grazie al suo bagaglio di esperienze virtuose, da difendere e rilanciare in armonia con i nuovi bisogni della nostra comunità, ( dagli asili nido, alla scuola dell’infanzia, all’istruzione superiore fino all’Università) può ripartire una nuova stagione di riflessioni pedagogiche e pratiche educative che si saldi con le opportunità di elaborazione e innovazione culturale ed economica che il nostro tessuto produttivo e sociale può esprimere; perché Bologna torni ad essere un esempio virtuoso e all’avanguardia fra le città in cui si vive bene; per costruire a Bologna una città della cultura e della scienza che apra allo sviluppo civile e alla crescita economica.